Paesaggio con guado
Domenico Zampieri - Domenichino
Galleria Doria Pamphilj
Già alla fine del XVIII secolo l’opera è citata negli inventari della collezione romana dei principi Doria-Pamphili, forse giunto in occasione delle nozze di Camillo con Olimpia Aldobrandini.
Testimonianze del passato citano una replica presente nel gabinetto di Lucien Bonaparte a Roma.
Testimonianze del passato citano una replica presente nel gabinetto di Lucien Bonaparte a Roma.
Esperto paesaggista, Domenichino pare qui molto lontano dai paesaggi del suo maestro Annibale Carracci, impregnati di una sottile ma struggente malinconia; il paesaggio non è più protagonista assoluto della scena, ma è intenzione dell’artista di porre maggiore attenzione al rapporto uomo-natura. È possibile che si tratti di un lavoro eseguito dal Domenichino durante i primi anni trascorsi a Roma, intorno al 1605, per un membro della famiglia Aldobrandini.
Un ampio paesaggio collinare, coronato sullo sfondo da un piccolo paese, è attraversato da un largo corso d’acqua popolato da una barca con tre passeggeri e da una famigliola colta nell’attimo in cui attraversa il guado. Sulla riva, vivacizzata dalla presenza di sottili alberi dalla chioma rada, alcuni contadini sono impegnati nella loro attività pastorizia; sulla sponda destra una giovane popolana si sporge da un ramo d’albero spezzato per meglio osservare ciò che avviene intorno a lei.

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